Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 13337 del 13 aprile 2026 (CC 26 nov 2025)
Pres. Ramacci Rel. Aceto Ric. Laraspata
Urbanistica. Condono edilizio, vincolo paesaggistico e silenzio-rifiuto
In tema di condono edilizio, per opere eseguite su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico, il rilascio del titolo abilitativo in sanatoria è subordinato al parere favorevole delle amministrazioni preposte alla tutela del vincolo stesso. Qualora tale parere non venga formulato entro il termine di centottanta giorni dalla richiesta, si configura un silenzio-rifiuto impugnabile dinanzi al giudice amministrativo, con la conseguenza che l'eventuale concessione rilasciata dal Comune in assenza di tale parere o in presenza di un parere contrario deve ritenersi illegittima. Inoltre, l'onere di provare l'ultimazione dell'opera entro i termini utili per la condonabilità grava sull'imputato, non operando il principio del "favor rei" laddove sia possibile eliminare l'incertezza sulla data di commissione dell'abuso attraverso deduzioni logiche basate sugli accertamenti effettuati.
Piano paesaggistico della Campania: tra necessità di tutela e criticità attuative nel governo del territorio
di Antonio VERDEROSA
Consiglio di Stato Sez. IV n. 2534 del 26 marzo 2026
Rifiuti. Natura dell'atto meramente confermativo e criteri di individuazione delle CSC
In materia di bonifica di siti inquinati, la distinzione tra atto "meramente confermativo" (non autonomamente impugnabile) e "conferma in senso proprio" (impugnabile in quanto contenente una nuova manifestazione di potere) risiede nell'avvenuta riapertura dell'istruttoria e in una rinnovata valutazione degli elementi di fatto e di diritto. L’utilizzo di clausole di stile nel preambolo provvedimentale, quali il termine "considerato", non è di per sé indice di una nuova ponderazione degli interessi, ma costituisce una mera prassi redazionale che non muta la natura dell'atto se il contenuto precettivo si limita a ribadire quanto già stabilito in precedenza. Ai fini della caratterizzazione ambientale, le Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) applicabili devono essere individuate sulla base della destinazione urbanistica formale dei suoli risultante dagli strumenti vigenti e dal certificato di destinazione urbanistica (CDU), restando irrilevante l'uso effettivo o storico, ancorché industriale, delle aree classificate come agricole.
Cass. Sez. III n. 12379 del 02 aprile 2026 (UP 17/02/2026)
Pres. Aceto Rel. Battistini Ric. Tarabuso
Rifiuti. Gestione rifiuti, crisi di impresa e stato di necessità
In tema di gestione dei rifiuti, non configura la causa di giustificazione dello stato di necessità (art. 54 cod. pen.) la condotta del titolare di un'azienda che violi le prescrizioni dell'autorizzazione, superando i limiti quantitativi di stoccaggio, adducendo una crisi imprenditoriale e la necessità di non interrompere il pubblico servizio di raccolta. L'elemento soggettivo del reato di cui all'art. 256 d.lgs. 152/2006 è integrato dalla piena consapevolezza di operare in difformità dai titoli autorizzativi. L'eventuale situazione di difficoltà economica non esclude l'elemento soggettivo né giustifica l'illecito, potendo l'agente ricorrere a strumenti legittimi, quali la denuncia della crisi agli organi preposti o la richiesta di deroghe, per gestire correttamente i flussi di rifiuti in esubero ed evitare pericoli per la salute pubblica.
Cass. Sez. III n. 12412 del 2 aprile 2026 (CC 26 febbraio 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Spinosa spa + altri
Urbanistica. Reati edilizi in zone S.I.C.
Integra il reato previsto dall'art. 44, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 380 del 2001 l'esecuzione di interventi edilizi in zone individuate come siti di importanza comunitaria (S.I.C.) senza la preventiva valutazione di incidenza (VINCA) prevista dall'art. 5, comma 8, del d.P.R. n. 357 del 1997.
Lexambiente Rivista Trimestrale di diritto penale dell'ambiente e il Laboratorio Permanente di Diritto e Procedura Penale bandiscono una call for abstracts dal titolo: “Temi e problemi attuali di diritto penale dell’ambiente”.
L’iniziativa è rivolta a giovani studiosi e studiose delle materie penalistiche. Gli abstract dovranno essere inviati entro il 20 maggio 2026 all’indirizzo e-mail:
Gli autori e le autrici dei contributi selezionati saranno invitati a presentare le proprie relazioni nel corso del convegno che si terrà il 18 settembre 2026 presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.
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