Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 17767 del 18 maggio 2026 (CC 22 aprile 2026)
Pres. Ramacci Rel. Galanti Ric. Scimone e altri
Urbanistica. Legittimazione all'incidente di esecuzione e ordine di demolizione
In tema di reati edilizi, l’acquisizione gratuita dell’opera abusiva al patrimonio comunale determina la perdita di legittimazione dell'ex proprietario e dei suoi eredi a richiedere la revoca dell'ordine di demolizione, salvo che per procedere alla demolizione spontanea,. Gli eredi del responsabile non vantano alcun titolo reale o personale di godimento qualora il decesso del dante causa sia avvenuto successivamente al passaggio di proprietà del bene al Comune. Il decorso del termine di 90 giorni dall'ingiunzione a demolire preclude la presentazione della domanda di sanatoria ex art. 36 D.P.R. 380/01 per carenza di legittimazione del responsabile
Consiglio di Stato Sez. IV n. 3612 del 8 maggio 2026.
Ambiente in genere. Durata dell'AIA e limiti del sindacato giurisdizionale sulle valutazioni tecniche
È illegittima la limitazione temporale della durata di un’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) fissata per un termine inferiore a quello decennale previsto per legge. Tale riduzione è viziata se fondata su un presupposto — quale un vincolo paesaggistico — successivamente annullato in sede giurisdizionale, venendo meno le ragioni per derogare al regime ordinario di validità del titolo. Parimenti, sussiste difetto di istruttoria qualora la tariffa di accesso all’impianto sia determinata ignorando circostanze sopravvenute, come il sequestro giudiziario della struttura, che ne alterano la remuneratività. In materia ambientale, le valutazioni tecniche della P.A. sulla rispondenza dell’impianto alle BAT e sulla sua realizzazione per stralci funzionali sono ampiamente discrezionali. Esse sono sindacabili dal giudice amministrativo solo per manifesta illogicità o contraddittorietà, rimanendo preclusa ogni sostituzione delle scelte di merito riservate all'amministrazione
Energia da fonti rinnovabili, la legge vigente si applica
di Stefano DELIPERI
Cass. Sez. III n. 17665 del 18 maggio 2026 (CC 5 maggio 2026)
Pres. Liberati Rel. Corbetta Ric. Procuratore generale presso la Corte d'appello di Napoli
Urbanistica. Inammissibilità del condono per riduzione volumetrica tardiva
In tema di condono edilizio, ai fini della sanatoria prevista dal d.l. n. 269 del 2003, la volumetria dell'opera abusiva deve essere valutata con esclusivo riferimento allo stato dell'immobile esistente alla data del 31 marzo 2003,. Non è pertanto ammissibile la riconduzione del manufatto entro i limiti volumetrici di legge (750 mc per singola istanza e 3.000 mc complessivi) mediante demolizioni parziali eseguite successivamente a tale termine, in quanto tali interventi costituiscono un indebito aggiramento della disciplina legale e uno spostamento arbitrario del termine finale previsto per la condonabilità,. Le circolari ministeriali che consentono la riduzione volumetrica ex post hanno natura di atti interni non vincolanti e non possono derogare o modificare la norma di legge primaria.
I rifiuti: ciclo di gestione, abbandono, inquinamento – Maggio 2026
a cura di Gabriele SERRA
Ufficio del massimario della Giustizia amministrativa - Rassegna monotematica di giurisprudenza
Consiglio di Stato Sez. IV n. 3656 del 11 maggio 2026
Ambiente in genere. Interpretazione della nozione di "peso animale insediato" negli allevamenti
In tema di distanze minime dai centri abitati per gli allevamenti zootecnici esistenti, la nozione di “peso animale insediato” — rilevante ai fini del calcolo della soglia di ampliamento una tantum consentita dai regolamenti locali di igiene — deve essere riferita alla capacità insediativa propria della struttura, intesa come elemento sostanziale e strutturale del sito. Tale parametro non può essere limitato al mero dato formale dei capi precedentemente autorizzati, poiché i titoli abilitativi (quali l'AIA o le autorizzazioni alle emissioni) possono subire variazioni o riduzioni nel tempo per fattori contingenti che non mutano l'originaria potenzialità fisica dell'impianto. Ne consegue che il raffronto per verificare il rispetto dei limiti percentuali di incremento va operato con la capacità di insediamento originaria del compendio, prescindendo dall'effettivo utilizzo della massima potenzialità in un determinato momento storico o da titoli autorizzativi intermedi meno capienti
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