Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Cass. Sez. III n. 14229 del 20 aprile 2026 (UP 11 mar 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Augello
Rifiuti. Gestione illecita e distinzione tra "attività" e "occasionalità"
In tema di gestione illecita di rifiuti, il reato di cui all’art. 256, comma 1, d.lgs. n. 152 del 2006 ha natura istantanea e si configura ogniqualvolta la condotta, pur se consistente in un unico atto, non sia assolutamente occasionale. La non occasionalità è desumibile da indici sintomatici quali la natura e il dato ponderale dei rifiuti, l'utilizzo di mezzi adeguati e la presenza di una pur minimale organizzazione, elementi che qualificano la condotta come "attività" di gestione rilevante ai fini penali.
Consiglio di Stato Sez. IV n. 3026 del 17 aprile 2026
Rifiuti. Natura temporanea della variante ex art. 208 d.lgs. 152/2006 e poteri conformativi comunali.
L’autorizzazione unica regionale per impianti di smaltimento e recupero rifiuti ai sensi dell’art. 208 d.lgs. n. 152/2006, pur costituendo variante allo strumento urbanistico, ha natura eccezionale e temporanea, cessando di produrre effetti alla scadenza del titolo o al venir meno dell’esigenza che l'ha determinata. Ne consegue che il Comune, nell'esercizio della propria funzione fondamentale di pianificazione, riacquista la piena discrezionalità nel conformare il territorio, potendo legittimamente imprimere una destinazione a "tessuto agricolo" ad aree già interessate da tali impianti al fine di garantirne l'integrazione in contesti rurali o limitare il consumo di suolo. Tale scelta non integra una violazione dell’affidamento del privato alla stabilità della zonizzazione produttiva ("reformatio in peius"), in quanto la variante regionale "ad tempus" non fonda un’aspettativa consolidata che possa prevalere sull’interesse pubblico all’ordinato governo del territorio e sulla tutela dei valori naturalistici e ambientali
TAR Liguria, Sez. II, n. 459 del 25 febbraio 2026
Urbanistica. Consolidamento della S.C.I.A. edilizia e termini per la tutela del terzo
In materia edilizia, il potere dell’Amministrazione di intervenire su una S.C.I.A. si consuma decorso il termine ordinario di trenta giorni per il controllo e quello ulteriore di dodici mesi per l’autotutela "anomala" ex artt. 19 e 21-nonies L. n. 241/1990. Tale termine per l'autotutela riveste natura decadenziale anche per il terzo controinteressato: costui, per impedire il consolidamento del titolo e la consumazione del potere pubblico, ha l’onere di esperire l'azione giurisdizionale (azione contra silentium o impugnazione del provvedimento di diniego) entro lo spirare del medesimo termine, non essendo a tal fine sufficiente l’invio di diffide o atti stragiudiziali. Il superamento di tali limiti temporali è consentito solo in caso di vizi "radicali" — come l’utilizzo della S.C.I.A. per interventi soggetti a permesso di costruire — o qualora il titolo sia stato ottenuto sulla base di false rappresentazioni dei fatti ai sensi dell’art. 21-nonies, comma 2-bis, L. n. 241/1990. In assenza di tali presupposti, il mutamento di destinazione d'uso con opere (nella specie da cantina a ristorante) deve ritenersi definitivamente consolidato una volta decorsi i termini di legge per l'esercizio dei poteri inibitori
Un recepimento monco e un passo indietro di vent’anni nell’azione giudiziaria di tutela penale dell’ambiente. La nozione di “abusività” della condotta nello schema di decreto legislativo di attuazione della direttiva UE 2024/1203
di Matteo CERUTI
Cass. Sez. III n. 14225 del 20 aprile 2026 (UP 24 feb 2026)
Pres. Aceto Rel. Pazienza Ric. Frasson
Caccia e animali. Nozione di lesione e nesso causale nell'evento morte nel reato di maltrattamento
In tema di maltrattamento di animali (art. 544-ter cod. pen.), la nozione di lesione non è perfettamente sovrapponibile a quella civilistica o di cui all'art. 582 cod. pen., comprendendo ogni apprezzabile diminuzione della originaria integrità dell'animale che, pur senza sfociare in un processo patologico o menomazione funzionale, sia diretta conseguenza di condotte volontarie, anche omissive, quali l'assenza di cure e profilassi. Ai fini della configurabilità del reato, non è necessaria la compiuta identificazione di ogni singolo animale offeso. Sussiste l'aggravante del decesso di cui al terzo comma dell'art. 544-ter cod. pen. qualora la morte sia riconducibile a uno stato di grave malnutrizione e incuria ascrivibile all'imputato; eventuali complicazioni sopravvenute (quali una caduta durante il trasporto d'urgenza in ospedale) non costituiscono cause da sole sufficienti a determinare l'evento ai sensi dell'art. 41 cod. pen., qualora esse stesse siano state rese possibili o inevitabili dalle precarie condizioni di salute dell'animale.
Consiglio di Stato Sez. IV n. 2855 del 9 aprile 2026
Beni ambientali. Natura del parere paesaggistico e silenzio-assenso in aree idonee per impianti FER
Nelle procedure per impianti da fonti rinnovabili (FER), il silenzio della Soprintendenza in Conferenza di Servizi si configura come silenzio-assenso ex artt. 14-bis e 17-bis della L. n. 241/1990, equivalendo ad assenso incondizionato all'istanza del privato. Qualora l'intervento ricada in aree considerate idonee "ex lege" ai sensi dell’art. 20, comma 8, del d.lgs. n. 199/2021, l'autorità paesaggistica è tenuta a rendere un parere obbligatorio ma non vincolante. In tale contesto, l'amministrazione non può opporre dinieghi basati su divieti automatici del Piano Paesaggistico Regionale (PPR), come quelli relativi alla "fascia costiera", ma ha l'obbligo di compiere una valutazione in concreto dell'impatto del progetto e dello stato di antropizzazione del sito. Tale onere motivazionale è finalizzato a garantire il bilanciamento tra la tutela del territorio e lo sviluppo delle energie rinnovabili, interesse pubblico primario e principio fondamentale della materia "energia" che non tollera eccezioni regionali di carattere automatico.
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