Lexambiente - Rivista Trimestrale di Diritto Penale dell'Ambiente
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 1885 del 9 marzo 2026
Urbanistica.Variante urbanistica automatica e computo degli standard a verde
L’approvazione del progetto di un’opera pubblica di interesse statale da parte del Commissario straordinario ha valore di variante urbanistica puntuale, perfezionando l’intesa tra Stato e Regione e modificando legittimamente le previsioni del PRG vigente. La dotazione minima inderogabile degli standard urbanistici, ai sensi del D.M. n. 1444/1968, deve essere rapportata alla quantificazione generale complessiva (18 mq/abitante) e non alle singole categorie di servizi, riferendosi all'intera zona territoriale omogenea e non al singolo quartiere. Nelle zone B, tale dotazione è ridotta della metà (9 mq/abitante) e le aree destinate a parco pubblico urbano all'interno dell'opera, purché aperte alla collettività, concorrono correttamente al soddisfacimento degli standard, non potendo essere considerate meramente pertinenziali. Il potere di pianificazione è discrezionale e modificabile in funzione di sopravvenute esigenze pubbliche, escludendo la configurabilità di aspettative dei privati al mantenimento di precedenti destinazioni di zona
Cass. Sez. III n. 10849 del 23 marzo 2026 (CC 6 nov 2025)
Pres. Di Nicola Rel. Gentili Ric. Coco
Caccia e animali. Nozione di terzo estraneo e confisca di animali ex art. 544-sexies c.p.
In tema di reati contro il sentimento per gli animali, la confisca prevista dall'art. 544-sexies cod. pen. ha natura obbligatoria in caso di condanna o patteggiamento per il delitto di maltrattamento di cui all'art. 544-ter cod. pen.. Tale misura non può essere evitata invocando la qualifica di "persona estranea al reato" qualora il diritto di proprietà o altro diritto reale sul bene sia stato acquisito in un momento successivo all'esecuzione del sequestro. La nozione di terzo estraneo richiede infatti la buona fede, intesa come l'ignoranza incolpevole dell'esistenza di vincoli sull'animale o dell'uso illecito dello stesso, condizione non predicabile in capo a chi acquisti beni già sottoposti a vincolo cautelare segregativo, del quale era o doveva essere a conoscenza con l'ordinaria diligenza
ETS. Chi inquina paga: o no?
di Gianfranco AMENDOLA
Consiglio di Stato Sez. IV n. 1879 del 9 marzo 2026
Rifiuti.Responsabilità del proprietario demaniale per l'abbandono di rifiuti
Ai sensi dell’art. 192, comma 3, d.lgs. n. 152/2006, la responsabilità del proprietario per i rifiuti abbandonati da terzi ha natura soggettiva e richiede l’accertamento del dolo o della colpa, il cui onere probatorio grava sull’Amministrazione. Per i beni del demanio idrico statale, l'obbligo di rimozione e ripristino ricade sull’Agenzia del Demanio, poiché la gestione "materiale" e la custodia dei beni restano in capo all’Ente proprietario, non essendo incluse nelle funzioni amministrative delegate a Regioni o Comuni. La colpa si configura come consapevole inerzia (culpa in omittendo) qualora il proprietario, pur edotto dello stato di degrado e della reiterazione di sversamenti illeciti, ometta di adottare misure di vigilanza o cautele dissuasive (quali recinzioni o sbarramenti) che siano ragionevolmente esigibili in relazione alle dimensioni e alla localizzazione del fondo
Cass. Sez. III n. 10853 del 23 marzo 2026 (CC 15 gen 2026)
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Miele
Urbanistica. Legittimazione dell'erede e principio di proporzionalità della confisca
L'erede dell'imputato deceduto prima dell'accertamento definitivo è legittimato a proporre incidente di esecuzione per contestare la confisca di beni oggetto di lottizzazione abusiva, al fine di garantire l'effettività della difesa e la tutela della proprietà (art. 1 Prot. 1 CEDU). La confisca può essere disposta in presenza di prescrizione solo se il reato è accertato nei suoi elementi oggettivi e soggettivi con prove acquisite prima della causa estintiva. Il giudice deve inoltre compiere una valutazione individualizzata di proporzionalità, verificando se la confisca sia l'unica misura adeguata al ripristino dell'ordine urbanistico o se esistano misure meno restrittive. Tale verifica è doverosa anche nella lottizzazione negoziale, laddove l'eliminazione dei frazionamenti e la ricomposizione fondiaria possano rendere superflua l'ablazione. Una motivazione basata su mere clausole di stile o sulla mancanza di esborso da parte dell'erede risulta carente e illegittima
Corte costituzionale n. 49 del 9 aprile 2026
Oggetto: Processo penale - Impugnazioni - Decisione sulla confisca in casi particolari nel caso di estinzione del reato per prescrizione - Denunciata previsione, secondo il diritto vivente (Corte di cassazione, sezioni unite penali, sentenza 30 gennaio 2020, n. 13539), che quando è stata ordinata la confisca urbanistica di cui all’art. 44, c. 2, del d.P.R. n. 380 del 2001, il giudice di appello (o la Corte di cassazione), nel dichiarare estinto per prescrizione il reato di lottizzazione abusiva di cui all’art. 44, c. 1, lett. c), del medesimo decreto, decide sull’impugnazione ai soli effetti della confisca, previo accertamento della responsabilità dell’imputato.
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