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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica. Prevalenza della normativa statale sui titoli abilitativi e legittimazione della parte civile

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 25 Giugno 2026
Visite: 101

Cass. Sez. III n. 21987 del 15 giugno 2026 (UP 25 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Zumkeller e altri
Urbanistica. Prevalenza della normativa statale sui titoli abilitativi e legittimazione della parte civile

In materia urbanistica, la potestà legislativa delle regioni, incluse quelle a statuto speciale, deve conformarsi ai principi generali fissati dallo Stato nel D.P.R. 380/2001, tra cui il principio della necessaria compresenza di titoli abilitativi preventivi. Gli interventi che comportino stabili incrementi di volumetria o trasformazioni permanenti del suolo (come la chiusura di tettoie o l'installazione di vasche idromassaggio interrate) non possono essere qualificati come opere precarie o di edilizia libera, anche in presenza di deroghe regionali, qualora siano destinati al soddisfacimento di esigenze permanenti e incrementino lo spazio abitativo. La valutazione dell'opera ai fini del regime abilitativo deve essere unitaria, restando preclusa la parcellizzazione dei singoli componenti. Sotto il profilo civilistico, il proprietario del fondo confinante è legittimato a costituirsi parte civile nel processo penale per reati edilizi qualora l'abuso violi norme su distanze e volumetrie, cagionando una lesione specifica al suo diritto di proprietà, ferma restando la competenza esclusiva dello Stato per il ristoro del danno 

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Urbanistica. Distanze edilizie: decorrenza dei termini e prevalenza della sostanza nei titoli

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 25 Giugno 2026
Visite: 103

Consiglio di Stato Sez. IV n. 4329 del 29 maggio 2026
Urbanistica. Distanze edilizie: decorrenza dei termini e prevalenza della sostanza nei titoli

In materia di distanze tra costruzioni, il termine decadenziale per l'impugnazione del titolo edilizio decorre dal momento in cui il vicino ha la piena percezione della portata lesiva dell’intervento. Tale consapevolezza è comprovata laddove il confinante invii una segnalazione all'Amministrazione denunciando espressamente la violazione delle distanze inderogabili ex art. 9 d.m. n. 1444/1968, non potendo l'istanza di accesso agli atti differire il termine già iniziato a decorrere. Sotto il profilo della validità del titolo, l'eventuale errore materiale del tecnico nella barratura delle caselle del modulo (SCIA "leggera" invece di "alternativa") non ne determina l'illegittimità, qualora gli elaborati progettuali e la relazione tecnica asseverata allegati permettano di identificare univocamente l'intervento come ristrutturazione edilizia pesante. In virtù del principio di prevalenza della sostanza sulla forma, l'esatta qualificazione dell'opera deve essere desunta dalla visione complessiva dei documenti che consentono all'Amministrazione di valutare la reale entità del progetto

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Ecodelitti. Raddoppio dei termini di prescrizione per i delitti ambientali e sospensione della prescrizione per gli enti

Dettagli
Categoria principale: Ecodelitti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 24 Giugno 2026
Visite: 229

Cass. Sez. III n. 21524 del 11 giugno 2026 (UP 2 dicembre 2025) 
Pres. Aceto Rel. Gentili Ric. PMT Gorizia
Ecodelitti. Raddoppio dei termini di prescrizione per i delitti ambientali e sospensione della prescrizione per gli enti

In tema di reati ambientali, i termini di prescrizione per i delitti previsti dal titolo VI-bis del libro secondo del codice penale (come l'inquinamento ambientale ex art. 452-bis c.p.) sono raddoppiati ai sensi dell'art. 157, comma 6, c.p., introdotto dalla legge n. 68 del 2015. Parallelamente, per quanto concerne la responsabilità degli enti derivante da reato (d.lgs. n. 231 del 2001), la contestazione dell'illecito amministrativo (come la richiesta di rinvio a giudizio) non solo interrompe il termine quinquennale di prescrizione, ma ne sospende il decorso fino al passaggio in giudicato della sentenza che definisce il giudizio relativo al reato presupposto, ai sensi dell'art. 22, comma 4, d.lgs. n. 231 del 2001. Ne consegue che è errata la sentenza che dichiari la prescrizione applicando i termini ordinari ai delitti ambientali o ignorando l'effetto sospensivo della contestazione sull'illecito amministrativo dell'ente

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Elettrosmog. Termini di impugnazione dei titoli abilitativi per stazioni radio base

Dettagli
Categoria principale: Elettrosmog
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 24 Giugno 2026
Visite: 127

Consiglio di Stato Sez. VI n. 4285 del 27 maggio 2026
Elettrosmog. Termini di impugnazione dei titoli abilitativi per stazioni radio base
 
In materia di infrastrutture di comunicazione elettronica, il termine decadenziale per l'impugnazione del titolo abilitativo (anche se formatosi per silentium) da parte dei terzi decorre dalla "piena conoscenza" del provvedimento, intesa come percezione della sua esistenza e della sua lesività. Qualora i ricorrenti contestino l’an dell’edificazione — ovvero il diritto stesso a costruire o vizi procedurali quali l’omessa pubblicità o la mancata indizione della conferenza di servizi — il termine inizia a decorrere dall’inizio dei lavori, reso palese dalla presenza del cartello di cantiere e dall'esecuzione delle prime opere strutturali, come il getto del plinto di fondazione. Tali elementi, unitamente al requisito della vicinitas, sono idonei a manifestare la potenziale lesione della sfera giuridica, imponendo al vicino l'onere di attivarsi prontamente con istanza di accesso agli atti senza attendere l'ultimazione dell'impianto. La contestazione del quomodo (distanze e dimensioni) non differisce il dies a quo se la mole dell'erigendo manufatto è già intuibile dall'entità delle fondazioni, prevalendo il principio di certezza delle situazioni giuridiche e dell'affidamento sul ritardo colpevole del terzo

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Caccia e animali. Uccisione di animali e nozione di necessità

Dettagli
Categoria principale: Caccia e Animali
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 23 Giugno 2026
Visite: 256

Cass. Sez. III n. 21300 del 10 giugno 2026 (UP 23 gen 2026) 
Pres. Andreazza Rel. Battistini Ric. Martinucci
Caccia e animali. Uccisione di animali e nozione di necessità

In tema di delitti contro il sentimento per gli animali, il reato di uccisione di animali ex art. 544-bis cod. pen. si configura a dolo specifico se la condotta è tenuta per crudeltà, e a dolo generico se tenuta "senza necessità". La nozione di "necessità" che esclude la punibilità non si limita allo stato di necessità previsto dall'art. 54 cod. pen., ma comprende ogni situazione che induca all'uccisione per evitare un pericolo imminente o impedire un danno aggravato alla persona o ai beni, qualora tale danno sia altrimenti inevitabile. La sussistenza del dolo generico può essere legittimamente desunta dalla veemenza e brutalità del colpo inferto con un oggetto contundente di rilevanti dimensioni, tale da rendere superflua l'indagine sul dolo eventuale o sulla colpa cosciente.

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Rifiuti. Onere della prova e nesso di causalità nella responsabilità ambientale

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 23 Giugno 2026
Visite: 212

Consiglio di Stato Sez. IV n. 4238 del 26 maggio 2026
Rifiuti. Onere della prova e nesso di causalità nella responsabilità ambientale

In forza del principio “chi inquina paga”, l’onere di provare il nesso di causalità tra l’attività industriale e l’inquinamento spetta all'amministrazione, la quale deve operare secondo il criterio del “più probabile che non”. Tale dimostrazione può fondarsi su presunzioni semplici, quali la vicinanza dell’impianto all’area contaminata e la specifica corrispondenza tra le sostanze rilevate e quelle impiegate nel ciclo produttivo dell’operatore. Soltanto una volta che l’autorità abbia fornito indizi gravi, precisi e concordanti circa la sussistenza del legame eziologico, l’onere probatorio si sposta sul privato, il quale è tenuto a fornire una prova liberatoria analitica circa la reale dinamica degli eventi. È pertanto illegittimo il provvedimento che imputi la responsabilità della contaminazione in via apodittica, basandosi sul solo superamento delle soglie di contaminazione e sulla proprietà del sito, omettendo di indagare l’effettiva correlazione tra i componenti trattati dall'impresa e l’inquinante rinvenuto.

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  • Urbanistica. Lottizzazione abusiva, prescrizione e confisca
  • Rifiuti. Responsabilità ambientale della capogruppo e natura degli obblighi di bonifica
  • Rifiuti. Irretroattività della sospensione patente per abbandono rifiuti 
  • Urbanistica. Onere probatorio della doppia conformità e limiti oggettivi della sanatoria edilizia
  • Urbanistica. Sequestro preventivo e interpretazione degli strumenti urbanistici locali
  • Rifiuti. Nesso di causalità e natura della responsabilità nella bonifica ambientale
  • Rumore. Configurabilità del reato di disturbo delle occupazioni e del riposo delle persone per attività di ristorazione
  • Consiglio di Stato Sez. VI n. 4025 del 20 maggio 2026 Elettrosmog. Limiti alla localizzazione delle stazioni radio base e prevalenza della normativa statale
  • Urbanistica. Sanatoria edilizia e revoca dell'ordine di demolizione 
  • Aria. Emissioni in atmosfera degli impianti di produzione di conglomerato bituminoso: il parametro COT e l'urgenza di una norma nazionale

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