Acque. Territorio e patrimonio idrico
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Corte costituzionale n. 100 del 9 giugno 2026
Oggetto: Acque - Territorio e patrimonio idrico - Norme della Regione autonoma Sardegna - Modifica alla l. reg.le n. 45 del 1989 - Pianificazione comunale - Previsione che il piano deve considerare l'intero territorio comunale, nonché le acque costiere di cui all’ art. 54 del d.lgs. n. 152 del 2006, immediatamente prospicenti la linea di battigia marina, alle quali, in mancanza di specifica normativa, si estende la disciplina delle aree a terra - Paesaggio - Pianificazione - Disposizioni di salvaguardia delle zone umide - Ambiente - Foreste - Modifica alla l. reg.le n. 8 del 2016 - Interventi e trasformazioni realizzati nelle zone sottoposte a vincolo idrogeologico ai sensi del regio decreto n. 3267 del 1923 (Riordinamento e riforma della legislazione in materia di boschi e di terreni montani) - Autorizzazione paesaggistica - Modifica alla l. reg.le n. 12 del 1998 - Attribuzione all’organo comunale della competenza in materia di accertamenti di compatibilità paesaggistica e dei relativi provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 167 del d.lgs. n. 42 del 2004, per opere eseguite in assenza o in difformità dall'autorizzazione - Competenza dei Servizi regionali di tutela del paesaggio - Previsione che gli strumenti urbanistici previsti dall'art. 21 della l. reg.le n. 45 del 1989 sono sottoposti all'approvazione paesaggistica del Servizio tutela del paesaggio regionale competente per territorio.
Dispositivo: illegittimità costituzionale - illegittimità costituzionale parziale - non fondatezza - non fondatezza nei sensi di cui in motivazione - inammissibilità
Urbanistica. Inapplicabilità della fiscalizzazione agli abusi in zona vincolata
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Cass. Sez. III n. 19258 del 27 maggio 2026 (CC 10 dic 2025)
Pres. Ramacci Rel. Gentili Ric. D’Ambrosio
Urbanistica. Inapplicabilità della fiscalizzazione agli abusi in zona vincolata
In tema di reati edilizi, la procedura di "fiscalizzazione" dell'illecito prevista dall'art. 34, comma 2, d.P.R. n. 380 del 2001 è applicabile esclusivamente alle opere realizzate in parziale difformità dal titolo abilitativo. Tale procedura non è invece mai esperibile per interventi eseguiti in zone sottoposte a vincolo paesaggistico, i quali, se realizzati in difformità dal titolo, sono considerati per legge in difformità totale rispetto all'intervento autorizzato. Ne consegue che la pendenza di una istanza di fiscalizzazione o l'accertamento dell'inerzia della P.A. su di essa non giustificano la sospensione dell'ordine di demolizione, specie laddove l'abuso abbia comportato la creazione di nuovi volumi e superfici, opere comunque estranee al perimetro applicativo della sanzione pecuniaria sostitutiva
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Rifiuti. Discarica e inammissibilità del rinnovo semplificato in presenza di vincoli paesaggistici sopravvenuti
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 4000 del 19 maggio 2026
Rifiuti. Discarica e inammissibilità del rinnovo semplificato in presenza di vincoli paesaggistici sopravvenuti
La procedura di rinnovo dell’autorizzazione per la gestione di una discarica mediante autocertificazione, ai sensi dell’art. 209 d.lgs. n. 152/2006, non presuppone l’assoluta immutabilità dello stato di fatto dell’impianto rispetto all’autorizzazione originaria, bensì la mera legittimità delle eventuali modifiche intervenute. Tuttavia, la sopravvenienza di un vincolo paesaggistico o ambientale (nella specie, un vincolo boschivo) in epoca successiva al rilascio del titolo originario ma precedente all'istanza di rinnovo, preclude l’utilizzo del modulo semplificato. In sede di rinnovo, infatti, la conformità dell'impianto deve essere vagliata alla luce della disciplina urbanistica e paesaggistica vigente al momento della nuova istanza. Ne consegue che l’esistenza di un vincolo sopravvenuto impone il ricorso alla procedura ordinaria di cui all'art. 208 d.lgs. n. 152/2006, affinché l'amministrazione possa operare, tipicamente mediante conferenza di servizi e nel rispetto del principio del contrarius actus, una rinnovata e puntuale valutazione tecnica circa la compatibilità dell’impianto con il mutato regime vincolistico dell’area
Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
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Cass. Sez. III n. 19269 del 27 maggio 2026 (CC 9 apr 2026)
Pres. Ramacci Rel. Di Stasi Ric. Pisciuneri
Urbanistica. Titolo abilitativo per opere di sbancamento e prosecuzione di lavori abusivi
In tema di reati urbanistici, le opere di scavo, di sbancamento e di livellamento del terreno che non abbiano finalità agricola, ma siano idonee a incidere sul tessuto urbanistico e a comportare una modifica permanente dei luoghi, necessitano del preventivo rilascio del permesso di costruire, configurando in difetto il reato di cui all'art. 44 d.P.R. n. 380/2001. La prosecuzione di lavori edili su manufatti o interventi originariamente abusivi integra una nuova condotta illecita, indipendentemente dall'entità delle attività compiute e anche qualora per l'edificazione iniziale sia maturato il termine di prescrizione, poiché i nuovi interventi partecipano della medesima illegittimità dell'opera principale alla quale sono strutturalmente e funzionalmente connessi.
Rifiuti. La regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la dialettica con il contratto di servizio nella giurisprudenza amministrativa: punti fermi e nodi ancora da sciogliere
La regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani e la dialettica con il contratto di servizio nella giurisprudenza amministrativa: punti fermi e nodi ancora da sciogliere
di Marco LANCIERI
Pubblicazione dell'Ufficio Studi della Giustizia amministrativa
Acque. Assoggettabilità ad AIA dei depuratori di reflui industriali
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 3778 del 13 maggio 2026
Acque. Assoggettabilità ad AIA dei depuratori di reflui industriali
Un impianto di depurazione a gestione indipendente che tratti reflui provenienti da installazioni soggette ad AIA rientra nella categoria IPPC 6.11 dell’Allegato VIII alla Parte II del d.lgs. n. 152/2006, richiedendo obbligatoriamente l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Tale regime prevale sull’AUA qualora le acque trattate non siano “coperte” dalla direttiva 91/271/CEE, circostanza che si verifica ogniqualvolta i reflui industriali immessi in fognatura non rispettino, a monte del depuratore, i limiti di accettabilità fissati dall'art. 107, comma 1, del Codice dell’Ambiente. In applicazione dei principi di prevenzione e precauzione, l'assoggettamento al regime più rigoroso è doveroso in mancanza di sistemi di pretrattamento idonei presso gli stabilimenti produttivi. L'AIA garantisce infatti che il trattamento finale di reflui ad elevato potenziale inquinante assicuri l'abbattimento dei componenti nocivi mediante l'impiego delle migliori tecniche disponibili (BAT). L'estraneità dell'impianto al servizio idrico integrato e l'applicazione di deroghe regolamentari ai limiti tabellari confermano la necessità del titolo integrato.
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- Urbanistica. Autonomia del gudice penale e limiti del giudicato amministrativo in materia edilizia
- Beni Ambientali. Piano Paesaggistico, Piano del Parco e Governo del Territorio: la prevalenza della tutela paesaggistica tra D.Lgs. 42/2004, L. 394/1991 e L.R. Campania 16/2004
- Rifiuti. Responsabilità solidale e accertamento del nesso causale nella bonifica dei siti contaminati
- Urbanistica. Inapplicabilità dell’ordine di demolizione giudiziale alle ipotesi di parziale difformità
- Rifiuti. Abbandono di rifiuti, mancata rimozione e posizioni di garanzia
- Urbanistica. Natura vincolata dell’ordine di demolizione e irrilevanza dei vizi procedimentali
- Acque. Scarichi industriali di lavanderie e onere della prova per l'assimilazione ai domestici
- Urbanistica. Sul mutamento di destinazione d'uso ex art. 23-ter D.P.R. 380/2001
- Urbanistica. Obbligo di attivazione e acquisizione delle opere di urbanizzazione
- Urbanistica. Errore percettivo nel ricorso straordinario e principio di proporzionalità della confisca
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