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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Rifiuti. Legittimazione del CO.N.O.U. all'impugnazione di autorizzazioni ambientali

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 14 Mag 2026
Visite: 203

Consiglio di Stato Sez. IV n. 3066 del 20 aprile 2026
Rifiuti. Legittimazione del CO.N.O.U. all'impugnazione di autorizzazioni ambientali

Il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati (CO.N.O.U.) è legittimato a impugnare il rinnovo dell'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) rilasciato a una società consorziata per l'attività di rigenerazione. In quanto ente istituito dalla legge per il perseguimento di finalità di interesse generale, il Consorzio è titolare di situazioni giuridiche soggettive proprie, correlate al corretto espletamento dei compiti istituzionali e alla verifica della idoneità tecnica dei processi di trattamento dei rifiuti

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Urbanistica. Poteri del giudice dell’esecuzione sul condono e limiti di autotutela

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 238

Cass. Sez. III n. 15012 del 27 aprile 2026 (CC 26 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Calabretta Ric. Di Meo
Urbanistica. Poteri del giudice dell’esecuzione sul condono e limiti di autotutela

In sede di esecuzione, il giudice penale chiamato a valutare la legittimità di un condono edilizio ai fini del mantenimento dell'ordine di demolizione non è vincolato dai limiti posti all'autotutela amministrativa dall'art. 21-nonies della legge n. 241 del 1990. Il sindacato del giudice sulla validità del titolo abilitativo in sanatoria ha natura incidentale ed è finalizzato esclusivamente alla verifica della sussistenza dell'elemento normativo della fattispecie, a tutela della corretta gestione del territorio. Pertanto, il superamento del limite volumetrico di 750 mc previsto dalla legge n. 724 del 1994 per singola istanza rende legittimo il diniego di efficacia del condono. Inoltre, l’impossibilità tecnica di eseguire la demolizione senza danneggiare parti lecite non rileva qualora la commistione strutturale tra opere abusive e legittime sia imputabile al condannato, non potendo tale condizione impedire il ripristino dell'assetto urbanistico violato

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Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 223

Cass. Sez. III n. 15697 del 30 aprile 2026 (CC 12 febbraio 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Andronio Ric. Donataccio Michele e altra.
Urbanistica. Natura e proporzionalità dell'ordine di demolizione e obblighi dell'acquirente

In tema di reati edilizi, l’ordine di demolizione del manufatto abusivo ha natura di sanzione amministrativa a carattere ripristinatorio e reale, non di "pena" in senso convenzionale (ex art. 7 CEDU). Ne consegue che tale misura non è soggetta alla prescrizione prevista dall'art. 173 cod. pen. ed è destinata ad operare nei confronti di chiunque sia in rapporto con il bene, compreso l'avente causa del condannato estraneo all'illecito. Nel bilanciamento tra l'interesse al ripristino della legalità e il diritto al domicilio (art. 8 CEDU), il giudice deve valutare la proporzionalità della demolizione considerando il tempo trascorso, la consapevolezza dell'abusività e l'effettiva disponibilità di alloggi alternativi. L'acquirente di un immobile ha l'onere di informarsi diligentemente sulla liceità urbanistica del bene al momento dell'acquisto e non può invocare la propria colpevole ignoranza o la mancata tempestiva conoscenza dell'ordine di demolizione per paralizzare l'esecuzione della misura ripristinatoria, le cui garanzie procedurali non si estendono automaticamente al terzo estraneo al processo penale.

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Rifiuti. VAS, VIA e varianti automatiche negli impianti di smaltimento rifiuti: il nodo irrisolto tra localizzazione e ampliamento

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 579

VAS, VIA e varianti automatiche negli impianti di smaltimento rifiuti: il nodo irrisolto tra localizzazione e ampliamento

di Oreste PATRONE

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Ambiente in genere. Rinnovo dell'attività estrattiva e necessità di autorizzazione paesaggistica per il recupero ambientale

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 13 Mag 2026
Visite: 250

Consiglio di Stato Sez. V n. 3161 del 23 aprile 2026
Ambiente in genere. Rinnovo dell'attività estrattiva e necessità di autorizzazione paesaggistica per il recupero ambientale

Il rinnovo dell’autorizzazione estrattiva, anche se richiesto al solo fine di completare il recupero ambientale di un’area già scavata, richiede obbligatoriamente l'acquisizione dell'autorizzazione paesaggistica qualora l'area sia interessata da un vincolo sopravvenuto. Tale titolo, che nella Regione Lazio è di competenza della Giunta regionale, si rende necessario poiché le operazioni di ripristino morfologico, comportando movimentazione di terre e modifiche degli assetti territoriali, possono incidere sui valori tutelati dal vincolo. Tuttavia, l’amministrazione procedente non può concludere negativamente la conferenza di servizi lamentando la sola carenza del titolo paesaggistico senza aver garantito all'interessato il contraddittorio procedimentale o la possibilità di acquisire tale atto nel corso dell'istruttoria. In ossequio ai principi di economicità ed efficacia, il procedimento deve essere sospeso per consentire l'attivazione della procedura paesaggistica ordinaria, evitando che la chiusura improvvisa del modulo procedimentale leda il legittimo affidamento del privato.

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Rifiuti. Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 12 Mag 2026
Visite: 295

Cass. Sez. III n. 15002 del 27 aprile 2026 (UP 26 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Calabretta Ric. Farinosi
Rifiuti. Natura permanente del deposito incontrollato di rifiuti e regime della prescrizione

In tema di gestione dei rifiuti, la contravvenzione di abbandono (art. 256, d.lgs. n. 152 del 2006) ha natura di reato istantaneo con effetti eventualmente permanenti, mentre il deposito incontrollato integra un reato permanente. Tale condotta, configurandosi come deposito "controllabile" con persistente dominio sulle cose, perdura fino alla rimozione, allo smaltimento, al recupero, al sequestro o alla sentenza di primo grado. La data di consumazione, utile ai fini della prescrizione, coincide con l'effettivo smaltimento dei rifiuti.

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  • Urbanistica. SCIA, autotutela oltre i termini e falsa rappresentazione per omissione
  • Rifiuti. Pianificazione regionale dei rifiuti, fabbisogno impiantistico e tutela della concorrenza
  • Urbanistica. Reati edilizi, doppia conformità e ampiezza dell'ordine di demolizione 
  • Elettrosmog. Condizioni dell'azione e prova del pregiudizio per impianti di telefonia mobile
  • Urbanistica. Potere di controllo del giudice dell'esecuzione e frazionamento artificioso delle istanze di condono edilizio
  • Rifiuti. Responsabilità del custode nella bonifica e irrilevanza dell'esondazione prevedibile
  • Rifiuti. Natura di rifiuto, regime dei sottoprodotti e particolare tenuità del fatto
  • Rifiuti. Legittimazione del proponente e discrezionalità nella localizzazione degli impianti di rifiuti
  • Rifiuti. Gestione illecita e distinzione tra "attività" e "occasionalità"
  • Rifiuti. Natura temporanea della variante ex art. 208 d.lgs. 152/2006 e poteri conformativi comunali.

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