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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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  • Beni Ambientali. Abusiva occupazione di spazio demaniale
  • Urbanistica.Crisi congiunturale dell’edilizia non legittima proroga permesso di costruire
  • Sviluppo sostenibile. Impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili e procedimento autorizzatorio
  • Urbanistica.Illegittimità confisca immobile abusivo
  • Rifiuti.Considerazioni sulla nuova definizione di produttore di rifiuti e sulle conseguenze operative
  • Ambiente in genere.La nuova procedura estintiva delle contravvenzioni previste dal testo unico dell’ambiente
  • Urbanistica. Realizzazione di autorimesse destinate a parcheggio
  • Acque. Acque reflue industriali (nozione)
  • Rifiuti. Granulato di plastica
  • Caccia e animali.Divieto di utilizzo di fonti luminose fisse
  • Ambiente in genere.Diretta applicabilità Principio di Precauzione
  • Rifiuti. Attività di recupero in regime semplificato
  • Urbanistica.Quantificazione del contributo di costruzione
  • Rifiuti.Messa in sicurezza di emergenza
  • Acque. Inquinamento da navi
  • Urbanistica.Annullamento giurisdizionale di un piano urbanistico generale
  • Beni Ambientali. interventi, opere e costruzioni in aree protettee autonomia dei titoli abilitativi
  • Aria. Scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra
  • Rifiuti. Rimozione su strada
  • Ambiente in genere.VIA successiva al progetto definitivo ma anteriore al progetto esecutivo

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Ambiente in genere.Il paesaggio e l’ambiente non sono asserviti alla produzione di energia da fonti rinnovabili

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 07 Febbraio 2024
Visite: 3972

Il paesaggio e l’ambiente non sono asserviti alla produzione di energia da fonti rinnovabili

di Stefano DELIPERI

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Urbanistica.Onere della prova in materia di domanda di sanatoria di abusi edilizi

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 07 Febbraio 2024
Visite: 2664

Consiglio di Stato Sez. II  n. 853 del 26 gennaio 2024
Urbanistica.Onere della prova in materia di domanda di sanatoria di abusi edilizi

L’onere di provare l’esistenza dei presupposti per il rilascio del provvedimento di sanatoria, tra cui, in primis, la data dell’abuso grava sul richiedente; infatti, solo il privato può fornire, in quanto ordinariamente ne dispone, inconfutabili atti, documenti o altri elementi probatori che siano in grado di radicare la ragionevole certezza dell’epoca di realizzazione dell’abuso, mentre l’amministrazione non può materialmente accertare quale fosse la situazione all’interno del suo territorio 

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Beni culturali.Vincoli di tutela indiretta

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 07 Febbraio 2024
Visite: 4040

Consiglio di Stato Sez. VI n. 276 del 8 gennaio 2024
Beni culturali.Vincoli di tutela indiretta

In tema di prescrizioni di tutela indiretta del bene culturale previste dal c.d. Codice dei beni culturali e del paesaggio, l'art. 45 attribuisce all'Amministrazione la funzione di creare le condizioni affinché il valore culturale insito nel bene possa compiutamente esprimersi, senza altra delimitazione spaziale e oggettiva che non quella attinente alla sua causa tipica, che è di "prescrivere le distanze, le misure e le altre norme dirette ad evitare che sia messa in pericolo l'integrità dei beni culturali immobili, ne sia danneggiata la prospettiva o la luce o ne siano alterate le condizioni di ambiente e di decoro", secondo criteri di congruenza, ragionevolezza e proporzionalità. Tali criteri sono tra loro strettamente connessi e si specificano nel conseguimento di un punto di equilibrio identificabile nella corretta funzionalità dell'esercizio del potere di vincolo: perciò il potere che si manifesta con l'atto amministrativo deve essere esercitato in modo che sia effettivamente congruo e rapportato allo scopo legale per cui è previsto. Scopo legale che, nel caso del vincolo indiretto, concerne la cosiddetta cornice ambientale di un bene culturale: ne deriva che il limite di legittimità in cui si iscrive l'esercizio di tale funzione deve essere ricercato nell'equilibrio che preservi, da un lato, la cura e l'integrità del bene culturale e, dall'altro, che ne consenta la fruizione e la valorizzazione dinamica. L'imposizione del vincolo indiretto costituisce espressione della discrezionalità tecnica dell'Amministrazione, sindacabile in sede giurisdizionale quando l'istruttoria si riveli insufficiente o errata o la motivazione risulti inadeguata o presenti manifeste incongruenze o illogicità anche per l'insussistenza di un'obiettiva proporzionalità tra l'estensione del vincolo e le effettive esigenze di protezione del bene di interesse storico-artistico, e si basa sull'esigenza che lo stesso sia valorizzato nella sua complessiva prospettiva e cornice ambientale, onde possono essere interessate dai relativi divieti e limitazioni anche immobili non adiacenti a quello tutelato purché allo stesso accomunati dall'appartenenza ad un unitario e inscindibile contesto territoriale. Se è vero, infatti, che l'imposizione dei vincoli è conseguente ad una valutazione ampiamente discrezionale dell'Amministrazione, questa soggiace a precisi limiti enucleabili nel generale concetto di logicità e razionalità dell'azione amministrativa (onde evitare che la vincolatività indiretta, accessoria e strumentale possa trasformarsi in una vincolatività generale e indifferenziata); al principio di proporzionalità (congruità del mezzo rispetto al fine perseguito), alla specifica valutazione dell'interesse pubblico “particolare” perseguito ed alla necessità che nella motivazione provvedimentale sia chiaramente espressa l'impossibilità di scelte alternative meno onerose per il privato gravato del vincolo indiretto. 

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Urbanistica.Demolizione e diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 06 Febbraio 2024
Visite: 2766

Cass. Sez. III n. 2785 del 23 gennaio 2024 (CC 12 ott. 2023)
Pres. Ramacci Est. Zunica Ric. De Simone
Urbanistica.Demolizione e diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio

In tema di reati edilizi, l’esecuzione dell’ordine di demolizione di un immobile abusivo non contrasta con il diritto al rispetto della vita privata e familiare e del domicilio di cui all’art. 8 C.E.D.U., posto che, non essendo desumibile da tale norma la sussistenza di alcun diritto “assoluto” a occupare un immobile, anche se abusivo, solo perché casa familiare, il predetto ordine non viola in astratto il diritto individuale a vivere nel proprio legittimo domicilio, ma afferma in concreto il diritto della collettività a rimuovere la lesione di un bene o interesse costituzionalmente tutelato e a ripristinare l’equilibrio urbanistico-edilizio violato

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Rifiuti.Natanti fuori uso

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 06 Febbraio 2024
Visite: 3740

TAR Veneto Sez. IV n. 3 del 2 gennaio 2024   
Rifiuti.Natanti fuori uso

Sebbene le norme interne e sovranazionali non offrano indicazioni esplicite e univoche circa la possibilità di qualificare come rifiuti, agli effetti della sottoposizione alla relativa disciplina, le imbarcazioni fuori uso - le quali non figurano nell’elenco europeo dei rifiuti (E.E.R.) riprodotto nell’Allegato ‘D’ alla parte IV del D.Lgs. n.152/2006, dove si trovano codici E.E.R. associati ai “veicoli fuori uso” cui le imbarcazioni non sono assimilabili e a quelli genericamente prodotti da attività di demolizione - cionondimeno a determinate condizioni, quelle stesse che, per l’art. 183, comma 1°, lett. a) del T.U.A. citato dai ricorrenti, connotano come rifiuto “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi”, anche le imbarcazioni abbandonate possono ricadere nella disciplina relativa. Va invero considerata la destinazione oggettiva dell’imbarcazione, che per come desumibile dall’inequivoco intento del proprietario di “disfarsi” della stessa, consente di ricondurre il natante in questione entro la nozione di “rifiuto” proposta dall’art. 183, comma 1°, lett. a) del D.Lgs. n 152/2006, oltre che dell’art. 3, n. 1, della Direttiva 2008/98/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai rifiuti, secondo cui è parimenti “«rifiuto» qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o l’obbligo di disfarsi” .

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Beni culturali.Natura indennitaria del premio archeologico e profili partecipativi

Dettagli
Categoria principale: Beni Culturali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 06 Febbraio 2024
Visite: 3808

Consiglio di Stato Sez. VI n. 920 del 30 gennaio 2024  
Beni culturali.Natura indennitaria del premio archeologico e profili partecipativi

Il premio spettante al proprietario del sito, presso il quale è stato effettuato il ritrovamento di un reperto archeologico, non può essere considerato alla stregua di una vincita, di un pronostico o di una scommessa, promanante dalla mera sorte. Trattasi, per contro, di un indennizzo, corrisposto a titolo di ristoro per gli effetti derivanti dall’attività autoritativa di incameramento di un bene che, ancorchè ritrovato nell’ambito di una proprietà privata, transita nella sfera di spettanza statale, in omaggio a superiori interessi pubblici. Va, in ogni caso, garantita la partecipazione del soggetto destinatario, con conseguente onere, a carico dell’amministrazione, di esaminare e valutare gli apporti propositivi e propulsivi offerti dallo stesso. 

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  • Ecodelitti.Concorso nel reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti
  • Ambiente in genere.Divieto di immissione sul mercato di prodotti di plastica oxo-degradabile
  • Beni culturali.Premio per il ritrovamento
  • Rumore.Regolamentazione emissione dei rumori da parte dei Comuni
  • Rumore.Rilevanza penale dei rumori provocati in ambito condominiale
  • Ambiente in genere.Caldo e mortalità-Decreto caldo.
  • Rifiuti.Impianto di recupero dei rifiuti proveniente dalla raccolta differenziata e contributo di costruzione
  • Urbanistica.Demolizione e irrilevanza della declaratoria di prescrizione per frazioni della condotta
  • Beni culturali.Legge 22 gennaio 2024 n. 6
  • Beni ambientali.Installazione di impianti fotovoltaici sugli edifici

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