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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Urbanistica.Accertamento di conformità ex art. 36 TUE al vaglio della Corte Costituzionale

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 16 Febbraio 2024
Visite: 3018

L’accertamento di conformità ex art. 36 TU Ed. al vaglio della Corte Costituzionale
di Maria BITONDO

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Rifiuti.Spandimento fanghi e competenze

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 16 Febbraio 2024
Visite: 2545

TAR Lombardia (MI) Sez. IV n. 88 del 15 gennaio 2024 
Rifiuti.Spandimento fanghi e competenze 

Non è ammissibile ritenere che la norma regionale possa intervenire in una materia di competenza legislativa esclusiva statale, quale è la materia “ambiente”, per sovvertire il quadro delle competenze amministrative delineate dall’art. 6, n. 3), del d.lgs. n. 99 del 1992 il quale affida alle regioni e non ai comuni il compito di individuare le fasce di rispetto entro le quali è vietata l’attività di spandimento fanghi 

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Urbanistica.Illegittimità di interventi anche demolitori finalizzati a rendere sanabile un intervento abusivo

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 15 Febbraio 2024
Visite: 2647

Cass. Sez. III n. 4759 del 2 febbraio 2024 (CC 21 dic 2023)
Pres. Galterio Rel. Mengoni Ric. Cascone ed altro
Urbanistica.Illegittimità di interventi anche demolitori finalizzati a rendere sanabile un intervento abusivo 

Ammettere lavori - sia pur di demolizione - che modifichino il manufatto abusivo, alterandone significativamente la struttura e riducendone la volumetria, al fine di rendere sanabile, dopo la scadenza del termine finale stabilito dalla legge per la condonabilità delle opere, ciò che certamente allora non lo sarebbe stato, costituisce un indebito aggiramento della disciplina legale, poiché sposta arbitrariamente in avanti nel tempo il termine finale previsto dalla legge per ottenere il condono edilizio, addirittura legittimando ulteriori interventi abusivi. Una tale situazione, inoltre,porta anche ad escludere la sussistenza della necessaria doppia conformità dell’opera alla disciplina urbanistica ed edilizia, poiché la stessa demolizione di una parte del fabbricato evidenzia la mancanza di tale requisito al momento della realizzazione dell’opera.

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Urbanistica.Scelte urbanistiche ed onere di motivazione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 15 Febbraio 2024
Visite: 3334

Consiglio di Stato Sez. VII n. 490 del 15 gennaio 2024 
Urbanistica.Scelte urbanistiche ed onere di motivazione

Le scelte urbanistiche costituiscono valutazioni di merito sottratte al sindacato giurisdizionale di legittimità, salvo che risultino inficiate da errori di fatto, abnormi illogicità, violazioni procedurali, ovvero che, per quanto riguarda la destinazione di specifiche aree, risultino confliggenti con particolari situazioni che abbiano ingenerato affidamenti e aspettative qualificate. In particolare, l'onere di motivazione gravante sull'amministrazione in sede di adozione di uno strumento urbanistico, salvo i casi in cui esse incidano su zone territorialmente circoscritte ledendo legittime aspettative, è di carattere generale e risulta soddisfatto con l'indicazione dei profili generali e dei criteri che sorreggono le scelte effettuate, senza necessità di una motivazione puntuale e "mirata". Le scelte urbanistiche, dunque, richiedono una motivazione più o meno puntuale a seconda che si tratti di previsioni interessanti la pianificazione in generale ovvero un'area determinata, ovvero qualora incidano su aree specifiche, ledendo legittime aspettative; così come mentre richiede una motivazione specifica una variante che interessi aree determinate del PRG., per le quali quest'ultimo prevedeva diversa destinazione (a maggior ragione in presenza di legittime aspettative dei privati), non altrettanto può dirsi allorché la destinazione di un'area muta per effetto della adozione di un nuovo strumento urbanistico generale, che provveda ad una nuova e complessiva definizione del territorio comunale. Né, d'altra parte, una destinazione di zona precedentemente impressa determina l'acquisizione, una volta e per sempre, di una aspettativa di edificazione non più mutabile, essendo appunto questa modificabile (oltre che in variante) con un nuovo PRG, conseguenza di una nuova e complessiva valutazione del territorio, alla luce dei mutati contesti e delle esigenze medio tempore sopravvenute. Le uniche, tassative ipotesi in cui è richiesta una motivazione rafforzata, sono le seguenti: I) superamento degli standard minimi; II) presenza di una convenzione di lottizzazione o di un accordo equivalente, valido ed efficace; III) giudicato di annullamento di diniego di permesso di costruire o di silenzio inadempimento sulla relativa istanza; IV) destinazione di un fondo totalmente intercluso a zona agricola.

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Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione e irrilevanza delle lungaggini nella definizione dei procedimenti amministrativi e giurisdizionali

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 14 Febbraio 2024
Visite: 2283

Cass. Sez. III n. 5174 del 6 febbraio 2024 (CC 27 ott 2023)
Pres. Gentili Rel. Zunica Ric. Contessa ed altri
Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione e irrilevanza delle lungaggini nella definizione dei procedimenti amministrativi e giurisdizionali

Le lungaggini nella definizione dei procedimenti amministrativi e giurisdizionali aventi ad oggetto la verifica delle natura abusiva delle opere non valgono a incidere sulla legittimità degli ordini di demolizione, fondati su sentenze e decreti penali di condanna irrevocabili, e, dall’altro, che il ritardo nell’esecuzione delle demolizioni non legittima l’affidamento del privato circa l’esistenza di una sanatoria silente ex post delle opere risultate abusive, anche rispetto a coloro che sono subentrati nella posizione del condannato. Inoltre l’ordine di demolizione, essendo privo di finalità punitive, non è soggetto alla prescrizione stabilita dall’art. 173 cod. pen. per le sanzioni penali, né alla prescrizione stabilita dall’art. 28 della legge n. 689 del 1981, che riguarda soltanto le sanzioni pecuniarie con finalità punitiva.

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Urbanistica.Istanza di permesso di costruire e dichiarazioni fuorvianti del richiedente

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 14 Febbraio 2024
Visite: 3160

TAR Campania (NA) Sez. II n. 433 del 16 gennaio 2024   
Urbanistica.Istanza di permesso di costruire e dichiarazioni fuorvianti del richiedente  

L’art. 21 nonies, comma 2-bis L. 241/90 deve essere interpretato quale momento di emersione di un principio cardine dell’ordinamento, ovvero quello che esclude la configurabilità di un affidamento tutelabile, laddove esso non sia esente da colpa grave o sia dovuto a dolo. In tali ipotesi, il legislatore consente all’Amministrazione, che sia stata tratta in errore dalle dichiarazioni dell’istante, di annullare il provvedimento (ricorrendone anche gli altri presupposti) anche oltre il termine annuale previsto dall’art. 21-nonies, comma 1, L. 241/90. In tale contesto va attribuito rilievo anche alle dichiarazioni non false, ma fuorvianti che abbiano assunto efficacia causale del mancato immediato rilievo del vizio. Tale deve ritenersi la condotta di un progettista che non provveda ad un corretto inquadramento urbanistico dell’area d’intervento, dichiarando solo parzialmente l’assetto urbanistico dell’area e omettendo di indicare la presenza di circostanze che incidano o possano incidere sull’assentibilità del progetto presentato.

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  • Ambiente in genere.Natura dolosa del reato di arbitraria occupazione di area demaniale marittima
  • Acque.Gestione autonoma servizio idrico
  • Urbanistica.Demolizione e prescrizione
  • Urbanistica.La piscina non è una pertinenza
  • Rifiuti.Abbandono di rifiuti diventa reato: ma siamo certi che sia un bene?
  • Aria.Disciplina delle limitazioni alla circolazione veicolare
  • Acque.Autorizzazione allo scarico
  • Sviluppo sostenibile.Sulla compatibilità col diritto dell’Unione europea degli incentivi alla produzione di energie rinnovabili
  • Urbanistica.Mutamento destinazione uso e carico urbanistico
  • Ambiente in genere.Il paesaggio e l’ambiente non sono asserviti alla produzione di energia da fonti rinnovabili

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