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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Beni ambientali.Il silenzio assenso previsto dall’art. 17 bis l. 241 del 1990 è applicabile anche al parere della Soprintendenza

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 28 Febbraio 2024
Visite: 8951

Consiglio di Stato Sez. VII  n. 1093 del 2 febbraio 2024
Beni ambientali.Il silenzio assenso previsto dall’art. 17 bis l. 241 del 1990 è applicabile anche al parere della Soprintendenza

Il meccanismo del silenzio assenso orizzontale previsto dall’art. 17-bis della l. n. 241 del 1990 va esteso anche al parere da rendersi da parte della Soprintendenza in seno a una conferenza di servizi indetta nell’ambito della disciplina del procedimento di autorizzazione paesaggistica di cui all’art. 146, d.lgs. n. 42 del 2004

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Rifiuti. Imballaggi e TARI

Dettagli
Categoria principale: Rifiuti
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 28 Febbraio 2024
Visite: 5249

TAR Emilia Romagna (BO) Sez. II n. 50 del 22 gennaio 2024   
Rifiuti. Imballaggi e TARI

In concreto, il contribuente che intende beneficiare di detassazione ai fini TARI di parte delle superfici di vendita ha l’onere di dimostrare l’entità effettiva di tali superfici in cui vengono prodotti solo rifiuti speciali, quali sono quelli derivanti da imballaggi terziari, e non rifiuti urbani o assimilati, nei quali risultano inclusi, invece, gli imballaggi primari e gli imballaggi secondari. Secondo la vigente disciplina nazionale in materia: D. Lgs. n. 116 del 2020, i soli imballaggi terziari sono qualificati come rifiuti speciali, poiché solo tali imballaggi devono essere trattati e avviati per il recupero da chi li produce; al di fuori, quindi, del servizio comunale di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani. Gli imballaggi primari e quelli secondari sono considerati, invece, alla stregua dei rifiuti urbani (con conseguente assoggettamento a tale servizio) anche per utenze “non domestiche”, quali sono, indubbiamente, anche i supermercati e le grandi strutture di vendita. 

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Rumore.Caratteristiche della contravvenzione di cui all'art. 659 c.p.

Dettagli
Categoria principale: Rumore
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 3739

Cass. Sez. III n. 7717 del 22 febbraio 2024 (UP 10 gen. 2024)
Pres. Andreazza Est. Di Stasi Ric. Pinto
Rumore.Caratteristiche della contravvenzione di cui all'art. 659 c.p.

Ai fini della configurabilità della contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen., non sono necessarie né la vastità dell'area interessata dalle emissioni sonore, né il disturbo di un numero rilevante di persone, essendo sufficiente che i rumori siano idonei ad arrecare disturbo ad un gruppo indeterminato di persone, anche se raccolte in un ambito ristretto, come un condominio; perché sussista la contravvenzione di cui all'art. 659 cod. pen. relativamente ad attività che si svolge in ambito condominiale, è necessaria la produzione di rumori idonei ad arrecare disturbo o a turbare la quiete e le occupazioni non solo degli abitanti dell'appartamento sovrastante o sottostante la fonte di propagazione, ma di una più consistente parte degli occupanti il medesimo edificio; l'attitudine dei rumori a disturbare il riposo o le occupazioni delle persone non va necessariamente accertata mediante perizia o consulenza tecnica, ma ben può il giudice fondare il suo convincimento su elementi probatori di diversa natura, quali le dichiarazioni di coloro che sono in grado di riferire le caratteristiche e gli effetti dei rumori percepiti, sì che risulti oggettivamente superata la soglia della normale tollerabilità

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Acque.Gestioni dirette comunali del servizio idrico

Dettagli
Categoria principale: Acque
Categoria: Giurisprudenza Amministrativa TAR
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 4220

TAR Abruzzo (AQ) Sez. I n. 37 del 18 gennaio 2024
Acque.Gestioni dirette comunali del servizio idrico

Ai sensi e per gli effetti di cui al disposto normativo di cui all’art. 147, comma 2-bis, lettera a) dlv 152\2006 non è possibile considerare “già istituite” le gestioni dirette comunali del servizio idrico le quali non abbiano ricevuto il previo consenso dell’Ente di governo d’ambito competente. La fattispecie prevista dall'art. 147, comma 2-bis del D.Lgs. n. 152 del 2006 consente solo in casi eccezionali a singoli Comuni la gestione in forma autonoma del SII. Si tratta di norma derogatoria ed eccezionale, che deve essere interpretata in modo rigoroso e restrittivo, atteso che una più ampia interpretazione comporterebbe l'effetto di vanificare il principio dell'unicità di gestione per ambiti territoriali ottimali, riducendone fortemente la portata applicativa. 

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Ambiente in genere.Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento

Dettagli
Categoria principale: Ambiente in genere
Categoria: Giurisprudenza Comunitaria
Pubblicato: 27 Febbraio 2024
Visite: 2339

Corte di Giustizia (Seconda Sezione) 22 febbraio 2024
«Rinvio pregiudiziale – Ambiente – Direttiva 2010/75/UE – Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento – Articolo 10 – Allegato I, punto 6.4, lettera a) – Funzionamento di macelli con una capacità di produzione di carcasse di oltre 50 Mg al giorno – Nozioni di “carcassa” e di “capacità di produzione al giorno” – Macello privo di autorizzazione – Presa in considerazione della produzione effettiva»

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Beni ambientali.Rapporti tra art. 146 dlv 42-2004 e dpr 31-2017

Dettagli
Categoria principale: Beni Ambientali
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 26 Febbraio 2024
Visite: 3385

Cass. Sez. III n. 7538 del 21 febbraio 2024 (UP 11 gen. 2024)
Pres. Ramacci Est. Semeraro Ric. Gervasi ed altro
Beni ambientali.Rapporti tra art. 146 dlv 42-2004 e dpr 31-2017

La regola generale di cui all'art. 146 d.lgs. 42/2004 (codice dei beni culturali e del paesaggio), che prescrive che ogni intervento che comporti modificazioni o rechi pregiudizio all'aspetto esteriore delle aree vincolate e soggetto al previo dell'autorizzazione paesaggistica, consacrata in una fonte di rango primario, non può certamente essere derogata da una fonte di rango secondario, quale è il suddetto regolamento n. 31 del 2017, che è di attuazione e non di delegificazione, e dunque non può liberalizzare interventi che per la norma di rango primario sono assoggettati ad autorizzazione.  Ne consegue che l'accertamento, in punto di fatto, della riconducibilità degli interventi eseguiti in area sottoposta a vincolo nel novero di quelli non soggetti ad autorizzazione (cioè quelli di cui all'elenco allegato sub A al citato d.P.R. 31/2017) o di quelli di lieve entità soggetti a procedimento autorizzatorio semplificato (di cui all'elenco allegato sub B del medesimo regolamento), deve essere condotto attenendosi a una interpretazione logico sistematica di carattere finalistico delle disposizioni del regolamento. 

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  • Sostanze pericolose.Manufatti in amianto ed intervento urgente del sindaco
  • Beni Ambientali.Sanzioni amministrative
  • Beni ambientali.La condicio iuris per la vigenza dell’art. 2 d.P.R. 31-2017
  • Beni culturali.Accertamento diritto di proprietà della PA e giurisdizione
  • Ambiente in genere.Criteri assoggettamento a VIA
  • Urbanistica.Illegittimità permesso in sanatoria condizionato
  • Urbanistica.Legittimità ordine di demolizione al proprietario non responsabile che ha acquistato in buona fede
  • Rifiuti.Reflui stoccati in attesa di successivo smaltimento
  • Beni culturali.Profili di sindacabilità del provvedimento impositivo del vincolo storico-archeologico diretto
  • Bni ambientali.Sull’indennità risarcitoria per abusi paesaggistici minori

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