Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga
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Cass. Sez. III n. 11178 del 25 marzo 2026 (CC 19 febbraio 2026)
Pres. Aceto Rel. Calabretta Ric. Proc. Rep. Salerno
Urbanistica. Rapporto tra Piano del Parco e strumenti urbanistici comunali e limiti al mutamento di destinazione d'uso in deroga.
In tema di reati edilizi e tutela del paesaggio, le previsioni del Piano del Parco che ammettono attività residenziali o turistiche condizionandone la realizzazione alla conformità con gli strumenti urbanistici comunali non consentono il mutamento di destinazione d’uso (nella specie, da agricolo a residenziale) qualora tale trasformazione sia vietata dalla pianificazione locale. Ai sensi dell’art. 145, comma 3, d.lgs. n. 42/2004, sebbene le previsioni dei piani paesaggistici prevalgano su quelle difformi degli strumenti urbanistici, non sussiste alcuna preclusione a che i comuni adottino, nell’ambito della propria competenza, disposizioni aggiuntive e più restrittive a tutela dell’ambiente. Inoltre, il rilascio di permessi di costruire in deroga per il mutamento di destinazione d'uso ai sensi dell’art. 5 d.l. n. 70/2011 richiede inderogabilmente l’osservanza della procedura prevista dall’art. 14 d.P.R. n. 380/2001, inclusa la previa deliberazione del Consiglio Comunale, e il rispetto del requisito di compatibilità o complementarietà tra le categorie funzionali, che deve escludersi, in via generale, tra la destinazione agricola e quella residenziale.
Ambiente in genere. Voltura dell’AUA: per la Cassazione la “mera richiesta … non può considerarsi quale richiesta di autorizzazione”
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Voltura dell’AUA: per la Cassazione la “mera richiesta … non può considerarsi quale richiesta di autorizzazione”.
Commento alla Sentenza Corte di Cassazione – Sez. III – n. 3840 del 30 gennaio 2026
di Mauro KUSTURIN
Urbanistica.Variante urbanistica automatica e computo degli standard a verde
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 1885 del 9 marzo 2026
Urbanistica.Variante urbanistica automatica e computo degli standard a verde
L’approvazione del progetto di un’opera pubblica di interesse statale da parte del Commissario straordinario ha valore di variante urbanistica puntuale, perfezionando l’intesa tra Stato e Regione e modificando legittimamente le previsioni del PRG vigente. La dotazione minima inderogabile degli standard urbanistici, ai sensi del D.M. n. 1444/1968, deve essere rapportata alla quantificazione generale complessiva (18 mq/abitante) e non alle singole categorie di servizi, riferendosi all'intera zona territoriale omogenea e non al singolo quartiere. Nelle zone B, tale dotazione è ridotta della metà (9 mq/abitante) e le aree destinate a parco pubblico urbano all'interno dell'opera, purché aperte alla collettività, concorrono correttamente al soddisfacimento degli standard, non potendo essere considerate meramente pertinenziali. Il potere di pianificazione è discrezionale e modificabile in funzione di sopravvenute esigenze pubbliche, escludendo la configurabilità di aspettative dei privati al mantenimento di precedenti destinazioni di zona
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Caccia e animali. Nozione di terzo estraneo e confisca di animali ex art. 544-sexies c.p.
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Cass. Sez. III n. 10849 del 23 marzo 2026 (CC 6 nov 2025)
Pres. Di Nicola Rel. Gentili Ric. Coco
Caccia e animali. Nozione di terzo estraneo e confisca di animali ex art. 544-sexies c.p.
In tema di reati contro il sentimento per gli animali, la confisca prevista dall'art. 544-sexies cod. pen. ha natura obbligatoria in caso di condanna o patteggiamento per il delitto di maltrattamento di cui all'art. 544-ter cod. pen.. Tale misura non può essere evitata invocando la qualifica di "persona estranea al reato" qualora il diritto di proprietà o altro diritto reale sul bene sia stato acquisito in un momento successivo all'esecuzione del sequestro. La nozione di terzo estraneo richiede infatti la buona fede, intesa come l'ignoranza incolpevole dell'esistenza di vincoli sull'animale o dell'uso illecito dello stesso, condizione non predicabile in capo a chi acquisti beni già sottoposti a vincolo cautelare segregativo, del quale era o doveva essere a conoscenza con l'ordinaria diligenza
Aria. ETS. Chi inquina paga: o no?
ETS. Chi inquina paga: o no?
di Gianfranco AMENDOLA
Rifiuti.Responsabilità del proprietario demaniale per l'abbandono di rifiuti
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Consiglio di Stato Sez. IV n. 1879 del 9 marzo 2026
Rifiuti.Responsabilità del proprietario demaniale per l'abbandono di rifiuti
Ai sensi dell’art. 192, comma 3, d.lgs. n. 152/2006, la responsabilità del proprietario per i rifiuti abbandonati da terzi ha natura soggettiva e richiede l’accertamento del dolo o della colpa, il cui onere probatorio grava sull’Amministrazione. Per i beni del demanio idrico statale, l'obbligo di rimozione e ripristino ricade sull’Agenzia del Demanio, poiché la gestione "materiale" e la custodia dei beni restano in capo all’Ente proprietario, non essendo incluse nelle funzioni amministrative delegate a Regioni o Comuni. La colpa si configura come consapevole inerzia (culpa in omittendo) qualora il proprietario, pur edotto dello stato di degrado e della reiterazione di sversamenti illeciti, ometta di adottare misure di vigilanza o cautele dissuasive (quali recinzioni o sbarramenti) che siano ragionevolmente esigibili in relazione alle dimensioni e alla localizzazione del fondo
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- Urbanistica. Legittimazione dell'erede e principio di proporzionalità della confisca
- Urbanistica. Lottizzazione abusiva e art. 578-bis c.p.p.
- Urbanistica.Limiti alla discrezionalità comunale e principio di proporzionalità nelle convenzioni urbanistico-ambientali
- Ambiente in genere. Natura permanente dell'occupazione abusiva di demanio e responsabilità dell'erede
- Rifiuti.Responsabilità per la bonifica e obblighi del proprietario incolpevole
- Urbanistica. Mancata affissione del cartello di cantiere ed esclusione della particolare tenuità del fatto
- Rifiuti.Esclusione della privativa comunale per i rifiuti urbani destinati al recupero
- Beni ambientali. Configurabilità del delitto paesaggistico e onere di informazione del committente straniero
- Rifiuti.Responsabilità ambientale e abuso della personalità giuridica
- Urbanistica. Illeceità del frazionamento delle domande di condono edilizio
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