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LEXAMBIENTE Rivista giuridica a cura di Luca Ramacci - ISSN 2499-3174
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Nelle pagine interne...

  • Ambiente in genere. Getto pericoloso di cose e concorso con reati ambientali
  • Urbanistica. Immobile abusivo demolito ed estinzione del reato per sanatoria
  • Modificazioni genetiche.Proibizione della coltivazione di OGM: un divieto della P.A. a tutela dell’ambiente e della salute
  • Rifiuti. I codici a specchio
  • Urbanistica.Legittimazione ad impugnare titoli edilizi
  • Danno Ambientale.Danno all'immagine derivante da reato contro l'ambiente
  • Urbanistica. Distanze tra edifici
  • Rumore.Possibilità per i comuni di limitare gli orari allo scopo di tutela dell’ambiente e della salute
  • Urbanistica.Incidenti di esecuzione
  • Caccia e animali.Tortora dal collare
  • Urbanistica.Interesse all'impugnazione del sequestro preventivo per l'indagato non proprietario
  • Ambiente in genere.Limiti alla prosecuzione dell’attività di cava in Campania
  • Urbanistica. Acquisizione abuso al patrimonio comunale
  • Rifiuti. Testo unico SISTRI
  • Rumore.Ordinanza di cessazione delle emissioni sonore
  • Urbanistica. Sequestro e facoltà d’uso
  • Urbanistica.DIA relativa a opere su aree soggette a vincolo
  • Elettrosmog. Produzione di emissioni elettromagnetiche entro il limite consentit
  • Urbanistica. Differenza tra volumi tecnici e vani di sgombero
  • Ambiente in genere. testi Unici ambientali (archivio 1998 - 2002)

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Urbanistica. Inoppugnabilità del diniego di sanatoria e repressione degli abusi edilizi

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 24 Aprile 2026
Visite: 843

Consiglio di Stato Sez. III n. 2428 del 23 marzo 2026
Urbanistica. Inoppugnabilità del diniego di sanatoria e repressione degli abusi edilizi

Il diniego di sanatoria edilizia non impugnato nei termini acquista carattere di definitività, precludendo la possibilità di rimetterne in discussione i presupposti — quali l’insanabilità o l’incompatibilità paesaggistica — in sede di successiva impugnazione degli ordini di demolizione. La presentazione di una nuova istanza di sanatoria sostanzialmente identica a quella già respinta non genera un nuovo obbligo di provvedere in capo all’Amministrazione né riapre i termini di impugnazione, configurandosi il successivo diniego come atto meramente confermativo. L’attività di repressione degli abusi edilizi costituisce un atto vincolato che non richiede una specifica motivazione sull’interesse pubblico, il quale è considerato in re ipsa nel ripristino della legalità, specialmente in presenza di stringenti vincoli paesaggistici

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Urbanistica. Esecutività dell'ordine di demolizione e continuazione tra reati

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 23 Aprile 2026
Visite: 659

Cass. Sez. III n. 11802 del 30 marzo 2026 (CC 25 feb 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Corbetta Ric. Marone
Urbanistica. Esecutività dell'ordine di demolizione e continuazione tra reati

L'esecutività dell'ordine di demolizione impartito con una sentenza di condanna irrevocabile permane anche qualora il reato cui si riferisce venga posto, sia in fase esecutiva che nel giudizio di merito, in continuazione con un altro fatto criminoso oggetto di successiva condanna. L'istituto della continuazione, finalizzato al temperamento del cumulo materiale delle pene per il principio del favor rei, comporta la mera unificazione delle sanzioni detentive o pecuniarie e non determina la caducazione delle statuizioni accessorie o degli ordini di ripristino dell'assetto urbanistico già definitivi. Inoltre, l'eventuale impossibilità tecnica di demolire il manufatto abusivo senza danneggiare porzioni lecite dell'immobile non costituisce legittimo impedimento all'esecuzione, specialmente quando tale situazione sia imputabile alla condotta del condannato che ha realizzato l'opera in aderenza o sopraelevazione. Infine, la sospensione dell'ordine di demolizione in pendenza di istanza di condono è subordinata a una prognosi favorevole sull'esito della stessa e sulla rapidità della conclusione del procedimento amministrativo.

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Urbanistica. Efficacia probatoria del giudicato amministrativo e insanabilità sismica postuma

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 23 Aprile 2026
Visite: 763

Cass. Sez. III n. 12734 del 7 aprile 2026 (CC 25 marzo 2026) 
Pres. Ramacci Rel. Noviello Ric. Pubblico Ministero
Urbanistica. Efficacia probatoria del giudicato amministrativo e insanabilità sismica postuma

Le sentenze irrevocabili civili e amministrative sono acquisibili nel processo penale ai fini della prova del fatto ex art. 238-bis c.p.p., pur restando prive di efficacia vincolante sulla qualificazione giuridica riservata al giudice penale. In materia edilizia, l'ingiustificata inottemperanza all'ingiunzione di demolizione determina l'acquisizione automatica e gratuita del bene al patrimonio comunale, facendo venir meno la legittimazione del condannato a richiedere titoli in sanatoria. Il requisito della "doppia conformità" di cui all'art. 36 d.P.R. 380/2001 impone il rispetto non solo della disciplina urbanistica, ma dell'intera normativa edilizia e sismica; ne consegue che l'assenza di preventiva autorizzazione sismica rende l'opera insanabile, non essendo ammesso nell'ordinamento l'istituto della sanatoria sismica postuma. In presenza di violazioni urbanistiche, l'ordine di demolizione ex art. 31 d.P.R. 380/2001 prevale sulla disciplina settoriale sismica di cui all'art. 98, impedendo al giudice di impartire prescrizioni di conformazione in alternativa all'abbattimento.

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Elettrosmog. Il fallimento delle politiche regolatorie di semplificazione nel settore delle telecomunicazioni

Dettagli
Categoria principale: Elettrosmog
Categoria: Dottrina
Pubblicato: 23 Aprile 2026
Visite: 1048

Il fallimento delle politiche regolatorie di semplificazione nel settore delle telecomunicazioni.

di Giuseppe TEODORO

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Urbanistica.Natura e accertamento delle varianti essenziali per diversa localizzazione

Dettagli
Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Consiglio di Stato
Pubblicato: 23 Aprile 2026
Visite: 909

Consiglio di Stato Sez. III n. 2097 del 13 marzo 2026
Urbanistica.Natura e accertamento delle varianti essenziali per diversa localizzazione

La mancata realizzazione di una parte delle opere autorizzate non costituisce di per sé un abuso edilizio, ma determina esclusivamente la decadenza del titolo per la parte rimasta ineseguita. Ai fini della qualificazione di un intervento quale variante essenziale ex art. 32 d.P.R. n. 380/2001, la diversa localizzazione dell’edificio assume rilievo giuridico solo se "sostanziale", ovvero se tale traslazione incida concretamente sui parametri urbanistico-edilizi (distanze dai confini, volumetria, vincoli) vigenti al momento del rilascio del titolo. L’Amministrazione ha l’onere di svolgere un’accurata istruttoria e fornire una motivazione specifica sull’impatto della difformità, non potendo desumere la natura abusiva dell'opera dalla mera diversità di "consistenza" o "impianto" rispetto al progetto approvato. Tuttavia, l'esistenza di difformità non ancora regolarizzate, anche se non integranti varianti essenziali, impedisce il ricorso a una nuova SCIA, poiché ogni ulteriore intervento presuppone la coincidenza tra stato di fatto e stato legittimo dell'immobile

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Urbanistica. Confisca urbanistica e società "schermo"

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Categoria principale: Urbanistica
Categoria: Cassazione Penale
Pubblicato: 22 Aprile 2026
Visite: 868

Cass. Sez. III n. 11800 del 30 marzo 2026 (CC 27 nov 2025) 
Pres. Ramacci Rel. Zunica Ric. La Sonrisa s.p.a.
Urbanistica. Confisca urbanistica e società "schermo"

In tema di lottizzazione abusiva, la confisca urbanistica di cui all'art. 44, comma 2, d.P.R. n. 380/2001 è legittimamente mantenuta anche in caso di prescrizione del reato maturata in appello, purché il fatto sia stato accertato nel merito in un giudizio che abbia garantito il contraddittorio. Tale misura è opponibile anche alla persona giuridica che, pur non essendo stata formalmente imputata nel giudizio di cognizione, sia qualificabile come società "schermo" degli autori del reato (nel caso di specie, i soci e amministratori). La posizione di tali enti, operanti come mere coperture formali dei responsabili della lottizzazione, non è assimilabile a quella dei "terzi acquirenti" di buona fede tutelati dalla giurisprudenza della Corte EDU (sentenza Petruzzo c. Italia), in quanto la coincidenza sostanziale tra l'ente e i soggetti attivi del reato esclude il requisito della estraneità e della buona fede, rendendo la confisca compatibile con i principi costituzionali e convenzionali.

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  • Caccia e animali. Impugnabilità del decreto di affidamento di animali e diritti delle associazioni affidatarie
  • Ambiente in genere. Natura conformativa dei vincoli ambientali e tutela della proprietà
  • Rumore.Autonomia regolamentare comunale nella tutela della quiete pubblica.
  • Rifiuti. Natura del digestato da rifiuti solidi urbani
  • Urbanistica. Condono edilizio e computo della volumetria massima
  • Rifiuti. Recuperi ambientali (R10) e discariche (D1): funzione, presidi tecnici e simmetrie temporali inverse tra i due istituti
  • Sostanze pericolose.Delocalizzazione di depositi chimici e petrolchimici in ambito portuale
  • Urbanistica. Ordine di demolizione: bilanciamento tra diritto all’abitazione e tutela ambientale
  • Rifiuti. Gestione illecita di rifiuti pericolosi e arresto facoltativo 
  • Urbanistica.Opere di urbanizzazione e discrezionalità della P.A.

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